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The 27 EU leaders met at the Council to address defence spending and support for Ukraine

25/03/2025 17:02

Euroeconomie

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The 27 EU leaders met at the Council to address defence spending and support for Ukraine

Al Consiglio europeo del 20/21 marzo Il Piano di riarmo cambia nome in "Readiness 2030". Macron convoca di nuovo i "volenterosi"

EU/EN: At the European Council on March 20, the leaders of the 27 member states discussed defense, Ukraine, but also migration and competitiveness. The goal is to decisively increase Europe's defense readiness within the next five years and implement the rearmament plan renamed "Readiness 2030" as soon as possible. Commission President von der Leyen stressed that the White Paper on defense "has a name that says it all, 'Readiness 2030'" and "plans to also finance infrastructure, military mobility, cyber, communication". The dossier, in fact, will be postponed to the next European Council in June, slightly anticipated by the NATO summit in the Netherlands, two summits for which the increase in spending targets (we are talking about at least 3%) of the allies is expected at the request of Donald Trump. The 27 called on "the Council and the co-legislators to swiftly advance work on the recent Commission proposals" and "to urgently start implementing the actions identified in its conclusions of 6 March 2025 in the field of capabilities and to continue work on related financing options".

 

IT - Al Consiglio europeo del 20 marzo, i leader dei 27 Stati membri, hanno discusso di difesa, Ucraina, ma anche di migrazione e competitività. L'obiettivo è aumentare in modo decisivo la capacità di difesa dell'Europa entro i prossimi cinque anni e realizzare il primo possibile il piano di riarmo ribattezzato "Readiness 2030", come ha sottolineato anche la presidente della Commissione von der Leyen riferendosi al Libro Bianco sulla Difesa dal quale ha preso le mosse il Piano di 800 miliardi di euro che "prevede di finanziare anche le infrastrutture, la mobilità militare, il cyber, la comunicazione". I 27 hanno invitato "il Consiglio e i colegislatori a portare avanti rapidamente i lavori sulle recenti proposte della Commissione" e "ad avviare con urgenza l'attuazione delle azioni individuate nelle sue conclusioni del 6 marzo 2025 nel campo delle capacità e a proseguire i lavori sulle relative opzioni di finanziamento”.

Il dossier, nei fatti, slitterà al prossimo Consiglio europeo di giugno del 2025, anticipato di poco dal vertice Nato in Olanda. Sono i due summit ai quali si prefigura di approvare l'aumento dei target di spesa (si parla di almeno il 3%) degli alleati dietro richiesta del Presidente statunitense Trump.  

Il riarmo degli Stati nazionali coordinati da Bruxelles

Sul sostegno generale al riarmo nazionale si è registrata una concordia generale ad eccezione dell'Ungheria. I Paesi sono però meno concordi sulle modalità con cui erogare le risorse.

La Germania, dal canto suo, ha ideato un piano di 1000 miliardi di euro per rilanciare l'economia tedesca, migliorare l'esercito e fornire aiuti all'Ucraina. Il Bundestag ha stabilito che, attiverà la clausola sul debito, ma senza attingere i 150 miliardi stanziati dall'Ue. La Francia invece vorrebbe più armi senza aiuti esterni: l'idea di Emmanuel Macron è di spendere fino a 27 miliardi di euro l'anno, ma senza attivare la clausola sul debito. Secondo il presidente francese "Il principio del Buy European" nella difesa “è un importante cambiamento di dottrina in Europa e ci renderà più autonomi e indipendenti”.  L'Italia non è contraria ai 150 miliardi di euro di prestiti per i Paesi membri e una clausola per scorporare una parte delle spese dal patto di stabilità, ma sta valutando se sia il caso o meno di utilizzarli. No, invece, all'investire due terzi dei fondi in armamenti made in Europe.

Il Consiglio europeo ha poi sottolineato l'importanza di mobilitare finanziamenti privati a favore dell'industria della difesa e ha invitato la Commissione la possibilità di usare i programmi dell'Ue, per esempio l'InvestEU (come chiede l'Italia).

Macron convoca I "volenterosi" il 27 marzo a Parigi

Pressochè in contemporanea del Consiglio Ue, il presidente francese Macron ha convocato per giovedi 27 marzo un nuovo vertice di volenterosi sull'Ucraina a Parigi alla presenza di Zelensky. 

A margine del secondo giorno del Consiglio il presidente del Costa ha riferito quanto stabilito dai 27 a Bruxelles il 20 marzo ai leader dei paesi terzi europei che partecipano all'appello di Macron - ovvero Regno Unito, Turchia, Norvegia e Islanda - per il sostegno a Kiev e le garanzie di  sicurezza in caso di accordo di pace con la Russia. L'incontro all'Eliseo avverrà dopo il nuovo tentativo di colloqui a Riad di lunedì 24 marzo. L'intenzione, in Arabia Saudita, è di discutere del cessate il fuoco tra Mosca e Kiev, dopo una battaglia di droni che sembra interrompere un'ipotetica tregua prima ancora che possa iniziare.

 

staff@euroeconomie.it


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